mercoledì 27 gennaio 2016

Palermo e la memoria viva del mare




Le persone e le loro storie sono il cuore dell’offerta turistica dell’Ecomuseo urbano Mare Memoria Viva che in una città come Palermo diventano fondamentali per scoprirne i tesori nascosti.

Cosa c’è sotto il nostro mare? Non tutti conosciamo la complessità e la bellezza dei suoi ambienti e non tutti ci soffermiamo a pensare quali possano essere le conseguenze dei nostri comportamenti.

Ma il mare serve solo a fare il bagno? Perché ci si pensa solo in estate? Quanto è importante il mare nella vita di ogni giorno? Un percorso a tappe dove eventi storici, scoperte scientifiche e mutazioni socio- politiche sono analizzati mettendo in evidenza l'importanza che lo spazio marittimo ha avuto in passato e ancora oggi ha sulla vita di ogni
giorno.

Sono tante le famiglie palermitane che hanno partecipato con fotografie e video o raccontando davanti alle videocamere o ai registratori una storia, un pensiero, una battaglia intrapresa o un desiderio che ha a che fare con il mare di Palermo.

È per questo motivo che ho intervistato Mare Memoria Viva, il primo ecomuseo urbano del sud Italia e il primo museo multimediale della città che al suo interno racconta un pezzo importante della storia di Palermo e il suo rapporto col mare.




Come è nata la vostra associazione e quali sono i vostri valori?
L’ecomuseo è frutto del progetto omonimo ideato da CLAC, associazione culturale attiva a Palermo dal 2003, ed è stato realizzato, grazie al contributo della Fondazione "Con il sud", attraverso il bando storico-artistico 2011 in partnership con il Comune di Palermo, assessorato alla cultura, la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali del mare, il dipartimento dei beni culturali e dell’Identità Siciliana, la regione di Sicilia, il dipartimento d’architettura dell’Università degli Studi di Palermo, l’Unione di mediatori interculturali professionisti, ecc.

Come si finanzia il vostro progetto?
Da altri progetti, dai bandi, dai servizi culturali

Cosa vuol dire ecomuseo?
Vuol dire museo di comunità o museo del territorio. La definizione più bella di ecomuseo è quella di un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio. Un ecomuseo non è un museo che ha a che fare con l’ecologia o con l’educazione ambientale, o meglio anche ma non solo! Il termine ecomuseo nasce in Francia e vuol dire museo di identità o museo del territorio che mette al centro della sua azione un patto tra cittadini che si prendono cura di un territorio.

Quali sono i vostri interlocutori privilegiati?
I cittadini, il comune di Palermo, la Fondazione con il sud

Quale è la vostra principale rete museale?
Facciamo parte dell’associazione piccoli musei e dell’associazione dei musei marittimi del Mediterraneo.

Cosa vuol dire oggi fare/essere comunità?
Vuol dire apertura, condivisione, attenzione all’interesse collettivo, valorizzazione delle differenze.

Quali sono i vostri progetti di futuro?
Fare dell’ecomuseo del mare un presidio di cultura e partecipazione nella periferia sud della città; contribuire con l’incubassero di imprese creative alla Zisa allo sviluppo imprenditoriale della città; fare bene il nostro lavoro e fare Palermo più città nel senso alto del termine (luogo di incontro, di scambio, di conoscenza).
Ora lavoriamo nel Xmas Costa Sud, un progetto che propone e ospita diverse iniziative per cittadini e cittadine di tutte le età.Le feste di Natale diventeranno così un’occasione per visitare l’ecomuseo e le sue mille storie di mare e per venire nella costa sud a cercare le radici della cultura marinara della città.

Negli spazi dell’ecomuseo si possono trovare tante storie e tante voci che raccontano le trasformazioni di questa città complessa ma anche la vita e il lavoro di tante persone, testimonianze di una memoria viva che indicano prospettive future.

Il rapporto con il mare racconta molto della città che c’era, che c’è e che potrebbe esserci: ci sono storie di resistenza, di viaggio, di commercio, di vacanze, di lavoro; ci sono ricordi, foto sbiadite, luoghi dimenticati, fiabe, cartoline; ci sono naviganti, portuali, scrittori, poeti, bagnanti, pescatori, operai dei cantieri navali, capitani e marinai, gente che va per mare e gente che se lo porta sempre dentro ovunque sia.

L’ecomuseo è uno spazio aperto alle proposte del territorio, uno spazio di culture rigorosamente plurali e aggregazione per tutte le generazioni.

Quest’anno l’ecomuseo ha avviato un partenariato con l’associazione Geode che anima le attività del Museo di Mineralogia. Le preziose collezioni ottocentesche del museo solo da pochi anni riprendono vita e tornano visitabili al pubblico.




- Cosa significa per voi «turismo responsabile» e quale e il rapporto con la vostra associazione?
Significa un turismo che fa incontrare i residenti con i viaggiatori per arricchimento culturale e le cui ricadute economiche rimangono nell’economia locale. Significa un turismo che rispetta l’ambiente, il patrimonio e le diversità culturali.

Quali sono gli obiettivi della vostra associazione?
Fare di Palermo una città più vivibile, più ricca di cultura, più onesta, più bella

- Quali sono le vostre proposte per il pubblico che arriva al ecomuseo e che attività gli proporrete?
Le funzioni di un museo non sono esclusivamente rivolte all’esposizione di elementi interessanti della storia di un luogo. Altro obiettivo principale di ogni museo è anche quello di educare. Questo è proprio quello che fa il nostro ecomuseo con i programmi didattici pensati per le scuole di ogni ordine e grado e per i visitatori più giovani. I focus principali su cui si sviluppa l’offerta didattica riguardano l’educazione ambientale e la memoria del mare di Palermo ma non solo.

I percorsi didattici possibili sono tanti, variano di anno in anno e possono essere discussi e adattati alle esigenze degli insegnanti e dei ragazzi che vengono in visita a partire da alcuni macrotemi: educazione ambientale legata al tema del mare, biodiversità marina, mondi sommersi e rispetto dell’ecosistema marino, cittadinanza attiva…

- La vostra associazione è molto compromessa con la tecnologia. Quale è per voi l’importanza della tecnologia e il rapporto con il mare? Come possono aiutare le nuove tecnologie nell’apprendimento culturale?
Mare Memoria Viva è l’unico museo multimediale e interattivo in Sicilia realizzato con tecnologie open source di ultima generazione. Le potenzialità delle tecnologie del suono e dell’immagine nella comunicazione sono parte della nostra vita quotidiana e l’educazione ai media è diventata una componente fondamentale della formazione delle nuove generazioni.

Abbiamo scelto di utilizzare le tecnologie del suono e dell’immagine, la multimedialità, per narrare, con mezzi contemporanei, un patrimonio ricchissimo e importante che deve essere conosciuto da tutti e il video, le fotografie, le immagini sugli schermi e le storie raccontate a voce sono mezzi capaci di parlare a tutti.

Ci sono anche installazioni video con monitor dove scorrono immagini del tempo libero balneare negli anni 50 e 60, vi sono interviste video a personaggi che hanno fatto la storia del mare di Palermo come.

L’Ecomuseo Mare Memoria Viva è l’unico museo interattivo e multimediale attualmente attivo in Sicilia e rappresenta per questo un’esperienza unica e affascinante tanto per i piccoli che per i grandi, ormai tutti nativi digitali quindi abituati alle tecnologie interattive che trovano qui usate non per mero intrattenimento ma come potenti mezzi di narrazione.




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