martedì 14 marzo 2017

Fabrizio Moro: « Pensa », una canzone contro la mafia

Articolo di Elsa Carozza, Lou Trolez le Dantec, Chiara Berlin e Morgane Perret, studentesse LEA secondo anno università di Montpellier



Biografia

Fabrizio Moro è un cantautore nato il 9 Aprile del 1975 a Roma nel quartiere di San Basilio da genitori calabresi. Da giovane, Fabrizio si è avvicinato sempre di più alla musica.  Ha studiato all’Istituto per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini e il suo obiettivo musicale era di suonare la chitarra, cosa che ha fatto imparando da autodidatta. Con il tempo, ha affinato la sua tecnica musicale e scrive la sua prima canzone a15 anni. Successivamente, Fabrizio Moro si è mostrato sempre più in live con certe band in locali, pub, ecc… , presentando un repertorio piuttosto rock presentando dei brani di bande famose come U2, The Doors e Guns N’ Roses.
Fabrizio Moro ha pubblicato il suo primo singolo che si chiama « Per tutta un’altra destinazione » nel 1996 e il suo primo album è stato pubblicato nel 2000. Nel 2000 appunto, Fabrizio concorre per la prima volta al festival di Sanremo nella categoria « Giovani », guadagnando il 13° posto con la sua canzone chiamata « Un giorno senza fine ». 7 anni dopo concorre un’altra volta al festival di San Remo e ne esce vincitore con la sua famosa canzone « Pensa » che è dedicata alle vittime della mafia.
Successivamente ha vissuto altri successi al festival di San Remo ed è anche diventato un autore per altri cantanti come Noemi, per esempio, ma anche un professore nella trasmissione televisiva chiamata « Amici di Maria De Filippi ». Nel festival di Sanremo di quest’anno, Fabrizio Moro si è piazzato al settimo posto con il brano « Portami via ».


Le parole:
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per
combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commentare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con
impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

Parliamone un po’ …
« Pensa » è una canzone di tipo pop-rap impegnata che denuncia la mafia italiana.
Troviamo diversi riferimenti alla:
- violenza: « sangue », « massacra »
- morte: « cadavere in un fosso » , « morti giovani », « sotterrare (la coscienza) »
- guerra fra clan: « combattere », « guerra di faide e di famiglie »
- armi: « pallottola », « fucile », « bomba »
- alla mafia ed alla Sicilia: « su un’isola di sangue che fra tante meraviglie,fra limone e
fra conchiglie massacra figli e figlie »
- all’ingiustizia: « massacra figli e figlie »
- l’oppressione: « una generazione costretta a non guardare »
Ma fa anche riferimento agli uomini che hanno combattuto questo sistema corrotto
(Paolo Borsellino & Giovanni Falcone) nella prima strofa della canzone. Invita la gente
a riflettere e rivendicare la loro libertà.
Li invita ad ascoltare la loro ragione e a essere coraggiosi di fronte al sistema mafioso.
Quando Fabrizio Moro dice « Pensa », indoviniamo che lo dice a tutte le persone che si
ritrovano oppresse e violentate dalla mafia.
Nonostante queste cose negative, "Pensa", è una canzone di speranza e che vuole
incoraggiare le persone ad avanzare ed a riflettere sul fatto che possono parlare e
agire «è nostra... la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare,La bocca per
parlare le orecchie ascoltano...Non solo musica. »
In conclusione, possiamo anche caratterizzare questa canzone come un inno alla vita.


Altre canzioni di Fabrizio Moro : 

"Libero" 

Le parole : 

Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno
Mi domando perché non sono nato nel 50
Avrei saputo cosa fare io negli anni 70
Mi domando se sei mia oppure fai finta
E se alla fine dei fatti essere onesti conta
Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi
O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi
Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia
A volte si e a volte no
Perché a volte voglio avere solo quello che non ho
Mi domando soltanto perché
Gesù Cristo è morto in croce per me

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane

E' sacra come il pane

Mi domando perché pensare troppo mi turba
E se una volta almeno mio padre ha fumato l'erba
Mi domando se avrò un figlio
E se mio figlio mi odierà
Perché purtroppo si odia
Chi troppo amore ci da

Mi domando se la mia è una vita felice
E so rispondere solo che mi piace

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male

E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E' sacra come il pane

Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E' sacra come il pane

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